Posa in opera a fuga larga Mombrini

Descrivere in maniera schematica una corretta e non improvvisata esecuzione di pavimenti in piastrelle è praticamente impossibile e sarebbe come racchiudere l’esperienza di oltre quarant’anni dei posatori della MOMBRINI in poche e sommarie osservazioni; vediamo però brevemente quali sono le fasi più importanti.

1 – PREPARAZIONE DEL PIANO DI POSA

Posa in opera a fuga larga - preparazione sottofondo

1 – Sottofondo fresco su fresco.

Posa in opera a fuga larga - preparazione sottofondo

2 – Massetto calcestruzzo al quarzo.

Posa in opera a fuga larga - aggancio

3 – Aggancio armatura + aggrappante.

Posa in opera a fuga larga - pallinatura

4 – Fresatura.

Posa in opera a fuga larga - pallinatura

5 – Pallinatura.

Anche operazioni poco importanti possono contribuire al buon funzionamento di tutta la pavimentazione: il leggero risvolto del foglio di polietilene, i sormonti dei fogli di rete elettrosaldata e le nette interruzioni delle porzioni di getto, oppure l’utilizzo delle fibre polipropileniche strutturali, permettono infatti che le funzioni dei singoli strati vengano espletate al meglio. Inoltre la scelta dell’esecuzione del getto tipo “Fresco su Fresco”, dove la tiratura a staggia del calcestruzzo pastoso impedisce che l’acqua della miscela salga in superficie chiudendone i pori e danneggiando la capacità di aggrappo dell’allettamento delle piastrelle. Oppure la scelta di utilizzare il sottofondo con CLS armato e lavorato con CEMENTQUARZ, un prodotto esclusivo Mombrini per la posa “a colla” delle piastrelle. L’aggancio dell’armatura, la pallinatura e/o la fresatura sono operazioni la cui necessità sarà analizzata dai nostri tecnici.

2 – POSA DELLE PIASTRELLE

POSA CON FUGA LARGA

Posa con fuga larga
Posa con fuga larga
Posa con fuga larga

Che sia del tipo “fresco su fresco” oppure “a colla”, la posa di un pavimento in fuga (cioè con piastrelle distanziate) è guidata da tracciamento e squadratura e agevolato all’uso dello stampo di metallo; la posa “a giunto unito” è invece perfezionata da un’operazione di livellamento speciale MOMBRINI.
L’esatto aggrappo della piastrella al sottofondo è garantito, oltre che dalle caratteristiche del sottofondo (come detto sopra), anche dall’impiego nella miscela d’allettamento del prodotto ideale per tempi, modi e settori di applicazione, dalla battitura delle mattonelle una per una e quindi dal conseguente riempimento della base della mattonella e in particolare della caratteristica “coda di rondine”, tipica delle mattonelle prodotte per trafilatura ed in particolare quelle della ditta LARIA.

3 – SIGILLATURA DEL PAVIMENTO

SIGILLATURA CON FUGA LARGA

Sigillatura con fuga larga
Sigillatura con fuga larga
Sigillatura con fuga larga

Si può considerare il punto più critico di ogni pavimentazione ma allo stesso tempo il punto di forza della tecnologia della ditta MOMBRINI. Eposystem (scheda tecnica dettagliata disponibile) è uno stucco a tre componenti per fugature antiacido di pavimenti in klinker o ceramica con caratteristiche di alta resistenza alle sollecitazioni del settore industriale, costituito da una base di resine epossidiche (comp. A), da uno specifico indurente amminico formulato (comp. B) e da una carica di quarzo vari-granulometrica miscelata secondo una curva di distribuzione che garantisce la compattezza ottimale dell’impasto. Eposystem si presenta con l’aspetto di sabbia umida di colore grigio, applicabile tramite cazzuolino da 12 cm nel caso della posa in fuga (con spatola speciale nel caso del giunto unito) e segue un processo di indurimento per reazione chimica nel giro di 6-8 ore senza apprezzabile ritiro. L’analisi delle variabili che determinano le caratteristiche del catalizzatore, la giusta miscela delle granulometrie di quarzo, l’impasto realizzato a piè d’opera, la stesura realizzata da operai specializzati, ed infine la pulizia tramite idoneo detergente con l’impiego di speciali macchinari per la preparazione dello straccio e per la rasatura a filo della fessura: ecco in sintesi le tappe di uno studio iniziato nel 1962 e sicuramente non ancora terminato.
Quanto detto sopra, vale ovviamente anche per la sigillatura delle fessure esistenti tra guscia di raccordo e pavimento, tra una guscia e l’altra, tra piastrella e chiusino ed anche per i pozzetti di ispezione.Le caratteristiche chimico-fisiche della resina epossidica sono tali da rendere ideale il pavimento in piastrelle anche per le condizioni di impiego più aggressive e quindi nei punti più critici, da dove spesso partono le infiltrazioni e di conseguenza i problemi più grossi.

4 – POSA DELLA GUSCIA

Posa della guscia e dei chiusini di scarico

Nelle apposite fessure perimetrali si inserisce la guscia di raccordo, incollandola alla parete e seguendo la linea del pavimento, fornendo un senso di continuità tra l’orizzontale e il verticale. Si può eseguire la guscia nello stesso materiale del pavimento oppure del rivestimento utilizzando la versione smaltata.

5 – POSA DEI CHIUSINI DI SCARICO

Posa dei chiusini di scarico

Gli alloggiamenti predisposti nel sottofondo vengono riempiti di malta e il chiusino viene “affogato” in maniera che rimanga pieno al di sotto. Dopo essere stato allineato con il tracciato del pavimento ed opportunamente ripulito è pronto per la sigillatura.
Da quanto detto potrebbe sembrare che il più grosso sia stato fatto; invece non è così. Infatti, se si escludono alcuni casi speciali come le celle a bassissima temperatura (-20°C/-40°C) oppure le stufe per le mortadelle (+120°C), la stuccatura che negli anni ha dimostrato la maggiore resistenza all’usura e agli aggressivi è sicuramente quella in resina sempre SE correttamente eseguita.

6 – POSA DEL RIVESTIMENTO

Posa del rivestimento

Un discorso analogo a quello fatto per le caratteristiche della superficie del sottofondo può essere fatto per quel che riguarda la ruvidità dell’intonaco (se non si vuole ricorrere ad additivi speciali nei collanti) affinché l’aggrappo della base delle piastrelle sia ottimale.
Un semplice accorgimento permette di accelerare la posa e fornisce una verifica di orizzontalità di rivestimento: basta infatti interporre tra una piastrella e l’altra una corda dello spessore desiderato. La verticalità invece è garantita dalla verifica tramite filo a piombo dell’allineamento con la griglia modulare del pavimento. L’esperienza del posatore è comunque alla base dell’esito dell’applicazione.
La stuccatura delle pareti, rivestite in ceramica oppure in klinker smaltato con fuga di 4, 5, 6 oppure 8 mm, segue i criteri delle esecuzioni di tipo civile; infatti viene applicata tramite spatola di gomma e livellata perfettamente, affinché rispetti le normative vigenti e i controlli delle unità sanitarie locali, per i quali deve garantire le stesse prestazioni della mattonella lucida, ovvero la lavabilità, l’impermeabilità e l’imputrescibilità.

7 – POSA DEL GUARD RAIL

Posa del guard rail

GR è un muretto paracolpi prefabbricato modulare ideale per raccordare senza spigoli vivi le pareti dei locali di lavorazione con il pavimento e dare loro un ottimo grado di protezione. È costituito da un pezzo monolitico di resina ottenuto per colata in uno stampo e può essere montato anche sopra un pavimento esistente senza opere di demolizione per l’incasso. Il fissaggio è realizzato tramite l’impiego di collanti e resine specifiche.
Nel caso della posa ad “incasso” è consigliabile installare i pezzi su un fondo preparato qualche millimetro più basso della mattonella in fianco.
Nel caso della posa sopra un pavimento esistente (anche non su piastrelle: resina, CLS, etc.) è preferibile stendere un collante sul piano di posa, mettere il Guard rail e poi pulire il materiale in eccedenza.